lunedì 27 febbraio 2012

FantaBestiario: I Brownies

I Brownies sono creature del Piccolo Popolo presenti per lo più in fiabe e racconti del repertorio favolistico scozzese e irlandese e fanno parte della più ampia categoria di fairies insieme ai folletti, alle fate e ai piccoli elfi della tradizione nordica, ancora lontani dalla riscrittura di Tolkien, che li trasformerà in aspetto e li definirà come nuova stirpe fantastica.imageleprechaunimage

Si tratta di personaggi buffi, alquanto piccoli, secondo alcune fonti alti una sessantina di centimetri; sono irsuti, con la pelle molto rugosa, fra i più zelanti nel lavoro e di certo fra i più bonari, sempre che non vengano offesi. Il nome Brownies (o Brunetti) rimanda forse alla loro appartenenza agli elfi del crepuscolo. Esistono sia Brownies di montagna sia Brownies di pianura. Si dice che i montanari di questa razza non abbiano le dita dei piedi e della mani, mentre quelli di pianura non hanno il naso.

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In antichità i Brownies abitavano nei pressi dei dolmen o dei menhir, ma col tempo si pensa che si siano spostati e preferiscano adesso stabilirsi nelle fattorie, nelle case di campagna, nei granai o nelle semplici abitazioni, siano esse modeste capanne o imponenti castelli, e aiutano le attività della casa, sorvegliandone il bestiame, tormentano i servitori negligenti o pigri e controllano il successo degli affari. Escono allo scoperto quando è notte fonda, e si muovono svelti, nudi o vestiti in modo cencioso e poco curato. Alcuni di essi sono abili giardinieri, distillatori di whiskie e grandi bevitori di birra. In cambio del loro aiuto, chi ospita in casa un Brownie lascia per lui durante la notte una ciotola con del latte o panna e del miele, ma non più di quanto il Brownie stesso non abbia domandato, altrimenti potrebbe infuriarsi e fuggire. Infatti il Brownie non ama ricevere troppe attenzioni ed essere trattato con eccessiva cura: qualora questo accada, e il padrone offra al "buon vicino" (è così che il Piccolo Popolo viene anche chiamato) del cibo in più del necessario o dei vestiti, il Brownie potrebbe addirittura vendicarsi tentando di rovinare il vecchio ospite. Alcuni Brownies sono particolarmente permalosi e possono spazzare via la paglia stivata o distruggere un raccolto se precedentemente criticati o offesi. Si racconta che un fattore osò lamentarsi del loro lavoro e per ripicca questi dispettosi piccoletti presero il raccolto e lo buttarono giù da un dirupo.

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In altri casi, abbandonano la dimora del loro ospite e trasferiscono tutta la fortuna che recano con sé nella loro nuova abitazione. Dopo aver gabbato gli esseri umani, sono soliti manifestarsi cantando a voce alta filastrocche canzonatorie, ma la loro amicizia e ferrea e leale, e fa di loro il più prezioso alleato degli esseri umani. Secondo la leggenda i Brownies sarebbero i discendenti dei Picti, una popolazione suddivisa in tribù, di origine pre-celtica, che abitava l’odierna Scozia orientale e settentrionale prima della conquista romana. Per molti versi questa rappresentazione dei Brownies rimanda a quella del Leprechaun, forse più famoso, almeno per la sua fisionomia. Il Leprechaun o Lepricauno è uno gnomo irlandese, con i capelli e la barba rossa, vestito di verde, briccone e burlone, abile ciabattino presso il popolo delle fate. Alcuni di essi sono taciturni e schivi, alcuni invece si dice che vivano con altri spiriti presso gli anelli magici o in luoghi appartati e misteriosi. Il tratto che distingue il Leprechaun dal Brownie riguarda la ricchezza del primo. Ciascuno di questi gnomi irlandesi, infatti, sarebbe in possesso di un tesoro nascosto. Una volta catturato, il Leprechaun può essere spinto a rivelare il luogo esatto dove il suo oro è custodito, ma farà di tutto per ingannare, distrarre e confondere l’umano che tenta di sottrargli il suo tesoro.

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Questo omino dalla barba rossiccia e l’abito di smeraldo è particolarmente celebre perché costituisce la mascotte della festa di San Patrizio, particolarmente sentita e amata dagli Irlandesi, e anche negli Usa, dove, come è noto, questo popolo vanta una comunità tra le più numerose e vivaci.

 

Lavinia Scolari

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