Cari lettori di TrueFantasy oggi ho il piacere di proporvi l’intervista che mi ha gentilmente concesso l’amica Rita Arcidiacono “La Taverniera” della Tana del Drago Fumante autrice del romanzo fantasy Mappa per l’Abisso edito da Linee Infinite Edizioni. Rita è una persona incredibilmente gentile e disponibile e la chiacchierata che ho fatto con lei è stata davvero molto piacevole!
Ma bando alle ciance! Ecco a voi l’intervista:
1 - Ciao Rita! Direi di iniziare con le presentazioni. Raccontaci un po' chi sei e cosa fai nella vita
Ciao Ale e per prima cosa grazie per lo splendido lavoro di informazione che il tuo sito, TrueFantasy, offre agli appassionati.
Raccontare se stessi è certo un'impresa tutt'altro che facile, povera me, e il dono della sintesi, come dico spesso, non si può annoverare di sicuro tra i miei talenti.
Da dove partire...
Sono un'appassionata di fantasy, lettrice, giocatrice, affamata di tutto ciò che possa nutrire la mia ingorda creatività. Sono un essere piuttosto caotico, decisamente negato per la matematica, ma pronto a tuffarsi in tutto ciò che ha a che fare con le arti. Da bambina volevo fare la fumettista e il talento per disegnare non mi mancava. Poi la pilota di Formula Uno e più ancora di Moto (un grande amore), e poi ancora la giornalista e scrittrice. No, la ballerina no in effetti. Oggi sono una taverniera in una birreria a tema fantasy medioevale che con un amico ho aperto sei anni fa. Non sono diventata fumettista alla fine, ma a quanto pare ho scritto un libro, forse segno che certe passioni restano e sono più che vere. In breve, se mi chiedessero di definirmi in una sola parola, sono irrequieta. Il resto lascio che siano gli altri a conoscerlo lungo il percorso, come facciamo un po' tutti insomma.
2- Taverniera di un locale a tema fantasy, autrice e lettrice appassionata. Si direbbe che il fantasy è una passione che scorre come un fiume impetuoso nelle tue vene. Da cosa è nato questo tuo amore per questo tipo di letteratura?
Decisamente dai Giochi di Ruolo. L'incontro con il celebre D&D, e Advanced D&D quasi subito, è stato uno di quelli che si direbbero predestinati. Prima di diventare ciò che purtroppo è oggi, era uno di quei giochi che dava vero nutrimento alla fantasia, praticamente nulla di meno di ciò che la mia natura chiedeva. Ci si sedeva al tavolo, si entrava nei panni di un personaggio creato da te e lo si interpretava senza copione, con tutte le sfaccettature psicologiche e drammatiche che ne segnavano la crescita. Si impara molto giocando. Si apprende come capire gli altri entrando nei loro panni, si impara a intravedere il filo segreto che lega una causa a un effetto, azioni che provocano reazioni se solo si impara a guardare tutti i piccoli dettagli della realtà. Inevitabilmente il Gioco di Ruolo mi ha spinta verso la letteratura di genere. Leggende e storie che trascinano in altri mondi, attraverso la letteratura per lo più straniera in cui le radici del fantasy sono più profonde. Crescendo poi ci si trova a entrare nel mondo del lavoro e il tempo dei giochi si riduce, ma resta lì, in agguato e alla fine un'intricata ragnatela di casi della vita, mi ha portata a rischiare il tutto per tutto, aprendo appunto il locale fantasy che trasportava nella realtà ogni cosa che bolliva nella mia fantasia. Se mi guardo indietro per cercare il momento in cui tutto è iniziato, posso dire che è stata la scatola rossa di D&D e gli amici con cui sedevo al tavolo per contribuire a creare storie dal nulla.
3 - Parliamo dei tuoi gusti. Quali sono i tuoi autori e i tuoi romanzi fantasy preferiti e in che modo e misura hanno influenzato il tuo modo di scrivere.
Premesso che sono sicurissima dell'inadeguatezza di una sola vita per poter leggere tutto ciò che vorrei, posso accennare solo una parte di quelle letture da cui poi ho tratto la mia crescita e formazione. Di certo la saga dei drow di R. A. Salvatore, le mitiche Dragonlance, la mia prima vera lettura fantasy, di Weiss e Hickman, e in tempi più recenti (circa sette anni fa), la splendida saga di G. R. R. Martin (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco). Ecco, l'ultimo in particolare è stato l'incontro più determinante. Il suo stile è superbo: il suo modo di approfondire i personaggi rendendoli i veri protagonisti, più ancora che la storia in sé, con le loro pulsioni, i vizi e le virtù, le mille sfaccettature tra bene e male dove la linea di confine non è mai marcata, queste sono le cose che trovo massimamente stimolanti e di grandissima ispirazione. C'è un mondo intero da raccontare in ogni essere, anche il più vile e insospettabile.
4 - Descrivi il tuo modo di scrivere fantasy utilizzando 3 aggettivi. Poi spiegaci perché.
Argh! Domanda impietosa! (Molto bravo!)
Mmm... crudo, ricco, musicale.
Crudo, perché sono sempre a caccia di immagini forti che colpiscano senza sconti, che possano trascinare e coinvolgere chi legge, aiutandolo a cancellare quello che lo circonda perché l'immersione sia completa e le emozioni siano forti.
Ricco, perché amo esplorare le potenzialità della lingua. Sebbene ogni persona che scriva (me compresa) abbia le sue "parole preferite", ossia quelle che ricorrono più spesso durante la narrazione, c'è una splendida gamma di suoni e immagini che sarebbe davvero uno spreco non cogliere e sfruttare. Talvolta abbinamenti insospettabili tra aggettivi e sostantivi, per esempio, possono rendere mille volte meglio di lunghe e tediose parafrasi.
Infine, musicale perché cerco caparbiamente il ritmo. Quando rileggo una frase devo sentirla evolversi e compiersi senza inciampare. Quando sono immersa in una scena forte, voglio sentirne i suoni (il sibilo tagliente dell'acciaio durante le battaglie, frasi spezzate che aumentino il ritmo e il battito del cuore) e nelle scene più morbide e riflessive, cerco parole più delicate che accompagnino l'emozione.
Insomma, sono queste le cose che mi sento dire più spesso da chi ha letto il mio lavoro e mi piace, perché in effetti è proprio quello che cerco.
5 - Il romanzo Mappa per L'Abisso fa parte di un ciclo dal nome Genesi Di Atheris. Sai già dirci da quanti romanzi sarà composto il ciclo? Anticipaci qualcosa sul secondo volume!
Non è facile dirlo in realtà, perché le storie hanno un loro corso e chi le scrive prova solo a seguirne la traccia, sorprendendosi spesso a trovarsi laddove non si aspettava di essere. Nelle mie intenzioni c'è più di un ciclo, ognuno intitolato all'evento principale che lo permea. Nel caso della Genesi, essa potrebbe evolversi in tre libri come in cinque (non so perché escludo il quattro, che però non sarebbe da escludere per nulla) e tutto dipende dalla velocità in cui precipiteranno gli eventi. Talvolta infatti capita che qualche evento reclami più spazio e io cerco sempre di non porre limitazioni.
Sul secondo volume posso dire che non vedo l'ora di darlo in pasto a chi ha letto il primo. Le difficoltà che ho dovuto affrontare nel primo lavoro infatti, come tracciare il mondo, dare spazio ai personaggi cercando di renderli rapidamente familiari al lettore, offrire le basi delle varie culture dei popoli menzionati e così via, nel secondo volume sono superate. Ne consegue che ci si muove in un ambiente che diventa sempre più conosciuto, sempre più nitido e soprattutto ci sono diversi punti focali della trama che cominciano a diventare più chiari. L'atmosfera sarà serrata e la discesa verso l'abisso sta accelerando. Non dico altro naturalmente, non sia mai!
6 - Linee Infinite è una casa editrice che sta dando molta importanza al genere fantasy e fantastico. Com'è stata la tua esperienza con loro? Pensi che con editori come Linee Infinite, che danno così tanto peso al fantasy, questo tipo di letteratura in Italia possa crescere a livello di quello internazionale?
Parlare della mia esperienza con Linee Infinite a distanza di soli sei mesi dall'uscita del mio lavoro di esordio potrebbe essere prematuro e di sicuro sarebbe una visione molto acerba al momento. Devo ancora rendermi conto che ho pubblicato il mio lavoro d'esordio, quando nemmeno avevo cominciato a pensare a una pubblicazione, oltre che conoscere il mondo dell'editoria più da vicino per poterne parlare con cognizione di causa. Di certo Linee Infinite, per quanto piccola e giovane come realtà, si muove in un ambito di passione prima di ogni cosa.
In realtà poi, dire che il fantasy in Italia possa crescere fino al livello di quello internazionale grazie a case editrici che vi credono sarebbe un po' utopistico, senza mettere in discussione la volontà e la passione profusa.
Il fatto è che sono quelle piccole, come appunto Linee Infinite, a puntare sulle passioni più che sui prodotti commerciali, che sono invece materia delle realtà editoriali più grosse per forza di cose. Per conto mio credo che le cose grandi siano fatte da tante piccole, ma che ci voglia tempo perché diventino grandi.
L'Italia è un paese molto penalizzato dal punto di vista di cultura fantasy perché fino a poco tempo fa il genere era relegato alla "letteratura per ragazzi". E qui mi troverei a ricalcare le parole di Luca Valtorta, di XL di Repubblica, quando faceva notare come una manifestazione da 150.000 presenze quale il Lucca Comics & Games 2011 (seconda in Europa probabilmente), non fosse stata minimamente menzionata dai media di spessore. Stiamo muovendo i primi passi. Bisogna vedere quanto ci metterà questo "bambino" a camminare. Di certo la passione non manca e io sono una che crede nelle cose fatte con passione.
7 - Trovo splendida la copertina del romanzo firmata da Fabio Porfidia. L'idea della copertina è stata sua o anche qui c'è il tuo zampino oltre al talento dell'artista?
Fabio Porfidia è un mito. Fin dalla prima volta che ho sfogliato il suo albo, ho capito di avere di fronte un grande talento. Oggi ha fatto anche tavole per Alluria Publishing che ha preso i diritti di Pathfinder... per non parlare dei numerosi progetti di prestigio in cui è coinvolto.
Quello per la copertina è stato un lavoro congiunto e una promessa mantenuta, quella che si fanno due amici quando si dicono: "Se da grande riuscirò a pubblicare mai qualcosa, tu disegnerai la copertina". Così è stato. Ci siamo incontrati un pomeriggio a casa mia e abbiamo sparpagliato insieme un po' di idee sul tavolo. Come succede spesso tra creature di indole affine, un'idea ne generava un'altra e non ha mai avuto importanza quale fosse la bocca dalla quale uscisse. Lui aveva letto tutto il romanzo, quindi è stato molto facile lavorarci insieme. Non che sia stata semplice arrivare alla versione definitiva (c'erano ben 12 bozze prima di giungere a questa!) e spesso ci siamo sentiti anche al telefono, ogni volta per dire "Mi è venuta un'idea formidabile!". Poi che dire, il suo talento trasforma in immagini i miei pensieri e sono contenta di aver trovato tanta armonia con lui.
8 - Quali sono i tuoi progetti futuri come autrice? Cosa possiamo aspettarci da Rita Arcidiacono?
Tra amici a queste domande si risponde spesso: "Non so nemmeno cosa mangerò stasera!" ahahahah!. In realtà al momento ho solo una bruciante voglia di scrivere. Ci sono almeno due saghe nella mia testa e poiché, come dicevo sopra, spesso i personaggi e le vicende si sviluppano in modo inaspettato, non saprei davvero dire cosa potrebbe saltare fuori durante la loro stesura. Di certo voglio completare il progetto. Ci sono anche delle idee per sviluppare l'ambientazione a favore di un gioco di ruolo, perché chiunque possa calcare le terre di Atheris ed entrare a farne parte e ci stiamo lavorando alacremente. Molti progetti sono ancora una sorta di sorpresa e aspettiamo che prendano un minimo di consistenza prima di ritenerli "reali". In fondo, come ha detto un amico, la nostra vita è uno splendido mezzo per raccontare storie". Io aggiungo, lasciamoglielo fare.
Grazie davvero dal profondo sia per le domande che ho trovato molto stimolanti, che per il tempo che mi hai dedicato e buon cammino con TrueFantasy (al quale ormai mi sono affezionata!)
Grazie a Rita Arcidiacono per l’intervista e la disponibilità. Noi di TrueFantasy siamo certi di avere di fronte un gran talento e certamente continueremo a seguire le avventure letterarie di questo straordinario personaggio!
Alessandro Iascy





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